Nel mondo variegato e complesso del calcio ci si trova spesso a parlare con molti addetti ai lavori che sul campo di calcio ci vivono quotidianamente. Giocatori, presidenti, dirigenti e tecnici che fanno della loro passione anche una missione sportiva.

Molti hanno una panchina e si analizza il campionato, la squadra e spesso si dialoga anche sulle altre compagini del girone.

Capita spesso anche di parlare con chi momentaneamente non allena e, è in attesa di chiamate da un momento all’altro.

Abbiamo incontrato casualmente mister Paolo Morresi, 63 anni, panchine dalla serie D alla Terza Categoria, dagli Juniores Nazionali ai Giovanissimi Regionali, oltre ai vari precedenti negli ultimi 7anni due campionati vinti (Juniores Regionali Tolentino, Promos in Terza Categoria) e da evidenziare in entrambi i casi primi anche nella Coppa Disciplina.

Ecco allora la mia domanda provocatoria: mister nessuna chiamata?

Elegantemente mister Morresi ci dice: “Credo che i criteri di scelta delle società siano cambiati. Quello che noto è una tendenza a scegliere il giovane tecnico che di solito corrisponde anche per un “piccolo rimborso” o chi addirittura il rimborso se lo porta insieme allo sponsor…

Certo che non sempre è così, ci mancherebbe!

Ci sono ancora molti allenatori di qualità ma gli spazi si sono ridotti anche per chi insegna e predica calcio in maniera seria.

Aggiungerei anche che se la tua squadra non parte da dietro scimmiottando Guardiola, non sei nessuno.”

Mister ma ci sono le categorie per i giocatori e le categorie anche per gli allenatori?

“Oramai siamo catalogati. Se hai fatto due anni in Seconda categoria non puoi allenare in Promozione, chissà perché! Io penso di essere uscito dai radar di molti club ma con fiducia aspetto che qualcuno si ricordi di me, difficilmente ho fallito gli obiettivi e penso di avere esperienze che possano essere utili a tante società.”