Arriva il derby di ritorno fra la Folgore e il Camerino dopo il pareggio dell’andata dove le due squadre erano indicate come due pretendenti alla vittoria finale.

Quindici gara dopo i camerti comandano il girone di Prima C con 37 punti a + quattro dalla sorprendente matricola Borgo Mogliano di mister Eleuteri.

Discorso diverso per la Folgore Castelraimondo che in corso d’opera ha dovuto cambiare molto e adesso deve guardarsi alle spalle per evitare complicazioni.

Senza nasconderci dietro a tante parole, la gara è molto sentita e sabato i riflettori saranno tutti puntati sul comunale di Castelraimondo (da qualche giorno illuminato da nuovi e potenti riflettori voluti dall’amministrazione comunale) e ci sarà il pubblico delle grandi occasioni.

Abbiamo voluto sentire come i dirigenti vivono l’attesa e il presidente Stefano Fattinnanzi ci dice: “Noi giochiamo per i tre punti, necessari per non precipitare in zona play out.

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Come saprete abbiamo delle assenze importanti nel reparto avanzato, su tutti il nostro attaccante (ex giocatore del Camerino) Marco Montecchia che sarà costretto a guardare la gara da fuori per infortunio. Al di là delle assenze, ho chiesto a mister Angelo Ortolani e alla squadra uno sforzo in più.”

C’è una particolarità che contraddistingue la sfida. Due presidenti “camerti doc” che si affrontano per il secondo anno consecutivo, entrambi “frizzanti”. Come la vive lei?

“Come dicevo con i miei familiari, ho seguito per anni il Camerino calcio, la squadra della città dove sono nato e cresciuto. Poi il mio paese è diventato Castelraimondo e da due anni sono il presidente di questo club storico che ho l’onore di guidare.

Sabato so che gli amici con i quali sono cresciuto insieme saranno degli avversari ( sportivamente parlando). Saranno 90 minuti duri e difficili, ma sappiamo che con coraggio e determinazione potremmo fare risultato. Sarà una bella giornata di sport e per questo, ci tengo a ribadirlo, il prezzo del biglietto sarà di 5 euro, facilitando così l’ingresso anche delle famiglie.”

C’è una domanda presidente che faremo anche all’altro club. Ci sono progetti di collaborazione per il futuro?

Ci sono dei tentativi e degli incontri. Ma sinceramente è ancora presto per dare una risposta. Il percorso non è così semplice come sembrerebbe. Adesso siamo concentrati sulla gara di sabato prossimo.”

Nella sponda opposta, arriva da prima della classe il Camerino, dopo 18 giornata. Il presidente storico Domenico Quadraroli ci parla di questa gara e dell’inizio difficile della stagione: “Abbiamo capito le difficoltà del girone, l’allenatore Giacometti e il suo staff hanno aggiustato il tiro match dopo match calandosi nella categoria. Non è una frase fatta ma ogni categoria ha le sue caratteristiche e il Camerino di quest’anno è una squadra fortissima, ma non sempre basta per vincere le gare.

In Prima categoria – ci ribadisce Quadraroli – devi saper lottare su ogni palla e la condizione fisica, il carattere e i campi non sempre perfetti (dimensione e fondo) tendono ad avvantaggiare chi si difende.

L’inizio della stagione è stato disastroso, diciamo la verità. In cinque gare quattro pareggi e una sconfitta senza nessuna vittoria ma solo i complimenti per il gioco. Io sono abituato a vedere i numeri e qualcosa non quadrava ma qui è emerso il coraggio del gruppo e del tecnico che ha continuato ha lavorare in serenità e qualità, cercando di migliorare quelle che per noi diventavano limitazioni fino alle prime vittorie e man mano tutto è diventato più regolare.”

La chiave di volta e il merito è anche vostro da dirigenti, in primis il presidente Falzetti che non ha cambiato la guida tecnica?

“Noi non abbiamo mai pensato di sostituire mister Giacometti. Il tecnico sa fare il suo mestiere e la nostra fiducia è incondizionata e alla fine i valori sono emersi, sapevamo che serviva tempo e il gioco prima o poi avrebbe portato il risultato sperato.”

Come vede la gara di sabato contro la Folgore?

Sarà una gara difficile perchè è un derby e poi il valore della squadra, del suo tecnico Ortolani (esperto della categoria) e soprattutto la società era una delle cinque formazioni favorite per la vittoria finale. Una società storica e ben strutturata che sta attraversando un momento delicato ma pur sempre forte. Non dimentichiamo il campanilismo che da alcuni anni caratterizza e coinvolge anche le tifoserie, sarò una gara difficilissima.

Lei presidente Quadraroli da quasi trenta anni segue il calcio a Camerino (una sua seconda casa) come se fosse una sua seconda pelle. Adesso serve più attaccamento alla maglia, alla società visto il momento difficile di un intero territorio?

“Si è vero i sono molto legato a questo club. Non ho mai pensato al mio tornaconto o a quello della mia famiglia. Certo che nello sport ci vuole tanta passione e ho trovato anche nel presidente Ivano Falzetti tanta professionalità e serietà nel portare avanti un impegno così importante. Noi siamo attaccati a questa maglia che rappresenta un città importante come è Camerino. Il nome della squadra rappresenta principalmente una città e questo la storia del Camerino calcio è scritta nei campionati di Serie D , Eccellenza e Promozione dove abbiamo disputato entrambi i gironi.

Ne io ne Falzetti abbiamo figli che giocano e per questo possiamo vivere la gara con più serenità, anche se il gioco del calcio ti rapisce e fa salire l’adrenalina a 1000. Siamo convinti che una squadra di calcio possa essere di stimolo alla città e viceversa. Insieme si può riportare in alto un club che merita sicuramente la Promozione e anche qualcosa di più!”

Anche al presidente Fattinnanzi abbiamo chiesto se in futuro ci sono prospettive di collaborazione, soprattutto per i giovani. Lei cosa ci può dire vista la sua esperienza trentennale con il Camerino?

In realtà un progetto ci sarebbe ed è un’idea anche del presidente Falzetti. Camerino può essere un punto di riferimento per un territorio più ampio come lo è sempre stato. Un’attività sociale che serve per unire le forze e guardare essenzialmente ai nostri giovani, come ho detto prima, obiettivo principale oltre ogni tipo di interesse. Certo, il campanilismo non aiuta e non è così semplice da mettere in pratica. L’ostruzionismo danneggia tutti e tutto anche nella raccolta delle risorse, indispensabili per portare avanti un progetto serio e fatto da personale qualificato. Non si può più improvvisare, sono cambiati i tempi e le regole. Camerino ha quasi cento anni di storia e per questo faremo di tutto per continuare.”