Al Borgo Mogliano dopo i festeggiamenti per lo straordinario traguardo della Promozione arrivano anche i saluti di due bandiere del Borgo.

Il centrocampista Luca Romagnoli e il difensore Lorenzo Mochi lasciano dopo tanti anni di militanza, lasciano la squadra della città.

A Luca Romagnoli abbiamo chiesto il perchè di questa scelta?

“Inizio dicendo che a livello personale è stata una delle scelte più difficili da prendere, però purtroppo dopo una riflessione con la società abbiamo deciso che per entrambe le parti era la soluzione migliore.
Dopo due cavalcate storiche terminate con due promozioni incredibili e insperate, sento che è il momento di cambiare, forse perché non c’erano i giusti presupposti per andare avanti”.

La maglia del Borgo rimane comunque un simbolo?

“La maglia del Borgo rimarrà per sempre nel mio cuore, perché qui negli anni ho capito che vuol dire -appartenere a una maglia- .
La maglia è tutto quello che circonda una semplice divisa: il sudore, il sacrificio, l’ansia per la partita, i pranzi insieme, le cene, i momenti di divertimento, gli abbracci dopo un gol, amici che diventano come fratelli, le sconfitte che insegnano e le vittorie che restano.
E in questi anni ci siamo tolti delle grandissime soddisfazioni insieme.
Perciò per me il BORGO è casa, lo è stato sempre e lo sarà per sempre.
Lascio dopo un anno di Juniores, 6 anni di prima squadra dove ho collezionato più di 150 presenze, 25 gol, 2 finali play-off, 1 campionato di seconda categoria vinto e 1 play-off di prima vinto”.

Una scelta difficile?

“Questa scelta come ti dicevo, è stata la più difficile che ho dovuto prendere.
Il Borgo sarà sempre una seconda famiglia, infatti qui ho conosciuto gente fantastica, a partire dai miei più cari amici, Alessandro De Angelis, Lorenzo Mochi e Federico Staffolani. Con loro si è instaurato un rapporto di fratellanza incredibile. Un qualcosa di inspiegabile. Abbiamo condiviso tutto negli ultimi anni e mi dispiace tanto, soprattutto per loro.
Poi c’è il Cap, Riccardo Appignanesi che negli ultimi anni è stato fondamentale per me, mi ha sopportato e supportato.
Un posto speciale va anche a Stefano Andreozzi, Elia Mira, Leonardo Curzi e Daniele Quintili che sono stati unici in questi anni.
Quest’anno ho avuto la fortuna di conoscere anche Alex Castelli e Marco Buresta con cui abbiamo legato tantissimo, sono molto speciali per me.
Un ringraziamento particolare va al mister Paolo Persichini e nello scorso anno anche Antonio Marino che sono stati indispensabili per la mia crescita. Con loro ho passato 5 anni indimenticabili.
Il grande Peppe Arriva, preparatore dei portieri, il numero 1 per eccellenza.
Poi quest’anno ho conosciuto mister Claudio Eleuteri e Simone Radenti, due persone uniche, che mi hanno aiutato e mi hanno fatto vivere un’esperienza fantastica vincendo il play-off di prima categoria.
Un ringraziamento speciale va anche a tutti i miei compagni degli scorsi anni e di questa stagione. Tutti sono stati fondamentali e mi hanno lasciato qualcosa di importante.

A malincuore devo salutare anche i tifosi, il C.U.B. siamo amici, sono stati spettacolari, in queste stagioni ci hanno seguito dappertutto e sono di altre categorie. Per me avranno sempre un posto nel cuore.
Infine ma non per importanza, tutta la società, mi hanno visto crescere e mi hanno aiutato in tutto.
Cristian, Emilio, Andrea, Alessandro, Gino, Egidio, Franco, Adriano, Matteo e Moreno.
Un grazie infinito”

Un’altra figura importante e attaccatissima al Borgo è Lorenzo Mochi, difensore grinta e passione da vendere che saluta e ringrazia.

Dopo le ultime due promozioni perché hai deciso di cambiare maglia?

“Dopo tanti anni e dopo aver contribuito a due promozioni importanti, non è stato semplice arrivare a questa decisione. Però, a un certo punto, ho capito che non c’erano più i presupposti per andare avanti. È una scelta che ho fatto con dispiacere, ma anche con la consapevolezza che non potevo più restare in una situazione che non sentivo più mia. Un po’ di amarezza c’è, inutile negarlo, soprattutto dopo tutto quello che abbiamo costruito.
Ci tengo a sottolineare che in questi anni insieme al Borgo Mogliano ho raggiunto quello che mi ero sempre prefissato all’inizio del mio percorso calcistico: portare questa squadra in Promozione. E ci siamo riusciti, anche in un tempo che forse nessuno si aspettava. Questo traguardo per me vale tantissimo, perché è frutto di sacrifici, di lavoro e di attaccamento alla maglia.
Resto comunque legato al Borgo Mogliano, perché certe cose non si cancellano. E chissà… magari un giorno le nostre strade si incroceranno di nuovo”.

La maglia è per te è un simbolo?

“Sì, è una scelta che pesa, dopo tanti anni. Qui ho vissuto momenti belli anche a livello personale, che vanno oltre il campo.
La maglia del Borgo Mogliano per me ha significato tanto e continuerà a farlo, perché legata a una parte importante della mia vita.
Ci tengo a ringraziare in particolare compagni come Alessandro De Angelis, Luca Romagnoli e Federico Staffolani, con cui ho condiviso gran parte del mio percorso qui a Mogliano. Sono stati più di semplici compagni di squadra: sono diventati amici, persone con cui ho costruito un legame vero.
E un grazie speciale va anche al Capitano Riccardo Appignanesi, che per me è sempre stato un esempio, per la sua professionalità e per come mi ha trattato: un fratello maggiore.

Inoltre, ci tengo a ringraziare tutta la società, che in questi anni mi ha sempre supportato e messo nelle condizioni di dare il massimo. Ci tengo a citarla tutta: Adriano Nardi, Alessandro Pettinari, Emilio Marozzi, Andrea Bianchini, Franco Simonella, Cristian Bevilacqua, Gino Micucci ed Egidio Marinucci. Persone che lavorano spesso lontano dai riflettori, ma che rappresentano il cuore del Borgo Mogliano.
Un grazie va anche al mister Claudio Eleuteri per il lavoro fatto insieme in quest’ultimo periodo.
E un ringraziamento speciale al mister Paolo Persichini, che ho avuto fin dai tempi delle giovanili e che è stato l’allenatore con cui ho esordito in prima squadra. Con lui abbiamo vinto la Seconda Categoria, ed è una figura che per me ha avuto un ruolo importante nel mio percorso, sia sportivo che personale. Vorrei anche ringraziare Quintili, Buresta, Curzi, Andreozzi, Mira, Castelli… compagni e ragazzi speciali.

Un caro saluto va anche ai ragazzi del C.U.B., una tifoseria che ho visto nascere e che è stata unica nel suo genere, perché a Mogliano non c’era mai stata una tifoseria così. Sono sicuro che continueranno a supportare il Borgo Mogliano anche nella nuova avventura in Promozione, perché il paese di Mogliano è questo che merita.”

Progetti futuri?

“Mi piacerebbe trovare una squadra con un progetto vincente, che abbia voglia di fare bene sin da subito.”