Il Matelica dopo quattro giornate del massimo campionato regionale delle Marche si trova in testa con 10 punti nel campionato di Eccelenza, un campionato difficile ed equilibrato dove in ogni partita fare punti è fondamentale.

Il merito più grande del nuovo allenatore Ciattaglia, ma con già una precedente esperienza con i biancorossi, è stato quello di trovare subito l’amalgama necessario a formare una squadra completamente nuova. Un elemento però che da la continuità al progetto del Matelica è rimasto, anzi sono ormai tre anni che Paolo Ginestra ha scelto di difendere la porta del Matelica.

Mai scelta della presidentessa Sabrina Orlandi fu più importante e decisiva. Per i pochi che non conoscono Paolo Ginestra un breve exursus sull’ampio curriculum del numero uno biancorosso. Inizia giovanissimo con i ragazzi del Fano e subito si può capire il carattere di Paolo su un episodio importante che ha caratterizzato tutta la sua lunga carriera, “si racconta Paolo, ho amato da subito questo sport, volevo fare il calciatore, non sognavo di fare l’attaccante fare i gol, sognavo di pararli, di essere l’ultima diga dei miei compagni non subire il fatidico gol, non girarmi a raccogliere la palla alle mie spalle, ma i responsabili del Fano mi dissero si sei bravo ma sei troppo basso per questo ruolo. Un altro magari si sarebbe demoralizzato, scartato non per demeriti, ma solo per l’altezza, allora con la forza di volontà, l’impegno con esercizi fisici, piscina, palestra riuscì anche per lo sviluppo adolescenziale da un metro a 60 a supereare il metro e 80, il Fano non solo mi richiamò, ma causa infortunio del titolare mi fece esordire in campionato e da lì iniziò la mia lunga e  soddisfacente carriera. Tante le tappe importanti in oltre 600 gare tra i professionisti dalla Pergolese città di nascita al Fano poi la  Triestina, Lecco, Milan, Castel di Sangro, di nuovo al Milan e nel 2001 lo acquista anche l’Inter, inizia il periodo dei vari prestiti il Prato, il Sassuolo, la Vis Pesaro, il Livorno, l’Albino Leffe, la Ternana, dove ci dice Ginestra ho lasciato una parte del mio cuore, quei tifosi appassionati non li ho mai dimenticati mi davano una carica incredibile, poi Parma dove ho vinto il campionato di serie B indimenticabile, ma ricordo anche il compianto Mondonico mio allenatore a Bergamo nell’Albino Leffe, un vero signore della panchina, ho avuto mister del calibro di Guidolin e Donadoni, ricordo con orgoglio un record che detengo ancora ai tempi della Fermana ho parato in lega pro 6 rigori consecutivi record non solo italiano ma europeo, forse anche per quello quando Ginestra si trova davanti l’avversario di turno che sta per tirare un calcio di rigore si ricorda di quel record e spesso nel confronto vince lui come recentemente in coppa eccellenza nel derby con il Fabriano Cerreto.Chiedo al numero uno a 46 anni quale è il segreto per essere ancora decisivo come al 92′ sul gran tiro di Mattia Cappelletti nel’ultima gara di domenica con il Chiesanuova? ” non ho segreti risponde Ginestra, so solo che amo ancora come prima e più di prima questo meraviglioso sport e finchè mi sentirò in grado di essere utile alla mia squadra resterò al mio posto, una cosa deve essere chara, conclude il portierone, Paolo Ginestra non è mai sceso a compromessi non accetta correnti all’interno dello spogliatoio, tutti devono remare verso un obbiettivo con dignità dico sempre a tutti i miei compagni onorate questi colori dovete dare l’anima come faccio io e come ho sempre fatto da quando gioco e smetterò solo quando lo deciderò io non seguo le chiacchiere inutili io dimostro sul campo ogni partita la mia professionalità!” Il cronista che ha il piacere spesso di seguire gli allenamenti di Paolo Ginestra conferma che anche in allenamento e sopratutto in allenamento Paolo dimostra l’amore per questo bellissimo sport.

(Maurizio Fontenova)