Il campionato di Eccellenza ha mandato in archivio la quindicesima giornata e ha incoronato la Fermana campione d’inverno. Alle sue spalle, però, il gruppo di testa resta compatto e competitivo. Tra le protagoniste c’è anche il Trodica di Roberto Buratti, attualmente a quattro punti dalla vetta.

«Non “doveva” essere per forza il Trodica – chiarisce subito Buratti – perché nel calcio non basta fare una campagna acquisti importante o essere strutturati. Davanti a noi ci sono piazze storiche come la Fermana e il Montecchio, che l’anno scorso ha chiuso a pari punti con la Maceratese e quest’anno si è ulteriormente rafforzato».

Il tecnico rossoblù guarda però con fiducia al cammino della sua squadra:
«Siamo una neopromossa e rispetto allo scorso anno abbiamo cambiato molto. Qualche punto per strada lo abbiamo perso, è vero, ma se guardo il quadro generale do alla squadra un 7 pieno: siamo nel gruppetto di testa e a quattro punti dalla prima. Contro le dirette concorrenti abbiamo vinto tutte: Montecchio battuto in trasferta, Fermana battuta in casa. Questo significa che possiamo giocarcela con chiunque».

(Intervista audio integrale di mister Buratti)

Intervista esclusiva a mister Roberto Buratti del Trodica

I RIMPIANTI E LA CRESCITA

Qualche rammarico resta per gli ultimi pareggi, contro Fabriano Cerreto e Sangiustese:
«La squadra mi è piaciuta in entrambe le gare. È mancato il guizzo, un po’ di cattiveria sotto porta e forse anche un pizzico di fortuna. Non voglio parlare degli arbitri: gli errori fanno parte del gioco e spero si compensino a fine stagione. Di certo non siamo a quattro punti dalla vetta per colpa loro: potevamo fare di più noi».

Buratti individua però un segnale positivo:
«Nelle ultime 3-4 partite abbiamo trovato una nostra identità. Se continuiamo su questa strada, è quella giusta».

IL RAPPORTO CON GLI ARBITRI

Conosciuto per la sua passionalità in panchina, Buratti non si nasconde:
«Do cuore e anima a questo sport. Mi piacerebbe più dialogo con la classe arbitrale. L’arbitro dell’ultima gara è stato intelligente: a fine primo tempo, sull’episodio del rigore, ha ammesso che poteva aver sbagliato. Questo per me è fondamentale. Sbagliano allenatori, giocatori e arbitri: il confronto serve».

Sull’espulsione di Passalacqua:
«È un episodio regolamentare: fallo a 55 metri dalla porta, non da ultimo uomo. L’arbitro l’ha vista così, amen. Non recriminiamo».

MERCATO E GRUPPO

Il tecnico riflette anche sull’evoluzione del calcio dilettantistico:
«Il mercato è aperto nove mesi l’anno, la programmazione oggi dipende molto dai risultati. Quando non arrivano, le società intervengono. Fare gruppo è più difficile, ma io lavoro in totale sintonia con il direttore sportivo Mirko Sionesi: condividiamo tutto e questo aiuta».

CHI VINCERÀ IL CAMPIONATO?

Buratti non si tira indietro:
«Di sicuro non c’è nulla, ma secondo me sarà una corsa a tre: Fermana, Montecchio e Trodica».

LOTTA SALVEZZA E GRANDI PIAZZE IN DIFFICOLTÀ

In coda nomi pesanti come Civitanovese, Fabriano Cerreto, Chiesanuova, Matelica e Jesina:
«Il calcio è cambiato: ritmo, corsa, condizione fisica fanno la differenza. I campionati sono molto livellati. Chiesanuova sembrava spacciata un mese fa, ora ha infilato quattro vittorie. Civitanovese paga problemi societari, Jesina si sta riprendendo. Alla lunga i valori verranno fuori».

PENALIZZAZIONI? «VOGLIO VINCERE SUL CAMPO»

Sulle voci di possibili penalizzazioni:
«Le ho sentite anche io, ma non voglio vincere un campionato per una penalizzazione altrui. Se vinci, devi farlo sul campo. Altrimenti, per me, resti secondo. La soddisfazione vera è quella».