Altri quattro gol al passivo: la crisi d’identità si riflette in una classifica che ora fa davvero paura

Dopo aver involontariamente “rianimato” l’Elite Tolentino appena sette giorni fa, la generosissima Cluentina si ripete e concede il bis della solidarietà sportiva, ridando ossigeno anche alla Pinturetta Falcor. Il verdetto del campo è una fotocopia dolorosa: stesso punteggio e preoccupazioni che scalano rapidamente la gerarchia delle priorità. La classifica, fattasi improvvisamente deficitaria, lancia segnali d’allarme inediti: con ogni probabilità, il prossimo eventuale passo falso sancirà l’ingresso ufficiale e a pieno titolo dei biancorossi nelle sabbie mobili della lotta per non retrocedere.

Sia chiaro: i meriti della compagine elpidiense sono indiscutibili. I padroni di casa hanno approcciato la sfida con una concentrazione feroce e una determinazione encomiabile. Tuttavia, la Cluentina vista oggi — specchio fedele di quella del sabato precedente — non ha opposto la minima resistenza, trasformando il pomeriggio dei locali in una vera e propria passeggiata, stavolta con il suggestivo sfondo del litorale adriatico.

Entrambe le formazioni arrivavano all’appuntamento reduci da un girone di ritorno claudicante. La Pinturetta, dopo il successo inaugurale (3-2) contro l’Élite Tolentino, era scivolata in un tunnel di negatività raccogliendo appena un punto in cinque gare, crisi culminata nel pesante scacco di Santa Maria Apparente.

Leggermente più lineare, ma solo in apparenza, il ruolino della Cluentina (5 punti in 6 partite): i biancorossi, dopo l’illusorio acuto di Appignano, sono crollati fragorosamente tra le mura amiche proprio contro l’Élite. Quel KO interno è stato il punto di non ritorno che è costato la panchina a Raffaele Gesuelli, esonerato in settimana, con la gestione tecnica passata nelle mani del vice Stefano Massi.

Spesso il cambio della guardia in panchina produce una scossa elettrica, un sussulto d’orgoglio. Stavolta, però, l’elettroshock non è avvenuto. Mister Massi ha tentato di iniettare coraggio, cercando di rendere la manovra — solitamente non troppo prolifica — più profonda e incisiva attraverso un peso offensivo maggiorato: una rarità vedere due punte vere dal primo minuto.

Tuttavia, il piano gara è andato in frantumi dopo appena un quarto d’ora sotto i colpi di un doppio ceffone che ha gelato ogni proposito tattico. Ma al di là dei moduli, la vera débâcle è maturata sul piano nervoso. Solo dopo aver accorciato le distanze si è avvertito un accenno di reazione: una serie di sussulti che però sono scemati troppo presto per poi evaporare del tutto dopo la terza rete locale. Da lì in poi, l’encefalogramma biancorosso è apparso talmente piatto da lasciare interdetti spettatori e addetti ai lavori.

L’avvio è un monologo fulminante degli elpidiensi. Al 7′, alla prima vera folata, arriva il vantaggio: l’ex di turno Pacini scappa sulla sinistra e apparecchia un assist rasoterra per Chierichetti, che infila Pennesi con il più classico dei tap-in. Passa un minuto e la Pinturetta sfiora il raddoppio con una punizione dell’eterno Conte che sibila poco sopra la traversa. Il bis è però solo rimandato al 16′: è ancora Chierichetti a griffare la rete, ricalcando la dinamica del primo gol, stavolta sfruttando un suggerimento proveniente dalla corsia opposta.

La Cluentina, dopo i primi minuti vissuti in apnea, prova a scuotersi dal torpore. Al 20’ una pennellata su punizione di Canuti pesca Acquaviva, il cui stacco aereo batte Faini e riapre i giochi. Il gol rinvigorisce gli ospiti che vivono il loro miglior momento: Mancini si invola sul filo del fuorigioco e serve Cullhaj, la cui conclusione viene però bloccata a terra da Faini (23’). Poco dopo, un ottimo servizio di Pagliarini mette Di Marino in condizione di colpire dal limite, ma il pallone si spegne sul fondo di un soffio. Il tempo si chiude con un tentativo al volo di Pacini, neutralizzato senza affanni da Pennesi.

Il secondo tempo si trasforma in un autentico monologo per i ragazzi di Roscioli. Il prologo (51’): Samuele Orazi finalizza una ripartenza magistrale avviata da Conte e rifinita dal solito, incontenibile Chierichetti. Lo sviluppo (60’): su una punizione di Lorenzo Orazi, Ferroni svetta di testa e sfiora il montante, facendo letteralmente la barba al palo. Il climax (84’): la parola fine la scrive Carnevali, che scarica in porta una fucilata dal limite dell’area.

E la Cluentina? Risulta “assente ingiustificata” per quasi tutta la ripresa. Si rivede solo nel finale per un sussulto d’orgoglio individuale: calcio di rigore concesso per un tocco di mano in area e il generoso Mancini cede il pallone a Cappelletti, che trasforma dal dischetto firmando la sua prima gioia stagionale, utile solo per il tabellino.

C’è qualcosa da recriminare per i biancorossi? Assolutamente no. La sconfitta è meritata e indiscutibile, specchio fedele del blackout già visto la scorsa settimana. Ora non resta che guardarsi negli occhi e affrontare la realtà: occorre capire in fretta perché una stagione nata sotto i migliori auspici stia lentamente, ma inesorabilmente, scivolando verso l’inferno della zona retrocessione.

IL TABELLINO

PINTURETTA FALCOR: Faini, Nepa (87’ Ibnelakhar), S. Orazi, Ferroni, Bibini, Pacini (76’ Cicchini), Conte (56’ Carnevale), Chierichetti (63’ Postacchini), L. Orazi (80’ Di Sante), Marcantoni, Petrucci.

Allenatore: Fabio Roscioli

CLUENTINA: R. Pennesi, Monteverde, Pagliarini, Di Marino (61’ Lovascio), Pieristè (68’ Cappelletti), Menghini, Cullhaj (49’ Montecchiari), Ceesay (52’ Gesuelli), Acquaviva, Canuti (86’ Giannini), Mancini.

Allenatore: Stefano Massi

ARBITRO: Simone D’Angelo (Ascoli Piceno)

SPETTATORI: circa 100

MARCATORI: Chierichetti (P) al 7’ e al 16’, Acquaviva (C) al 20’, Samuele Orazi (P) al 51’, Carnevale (P) all’84’, Cappelletti (C) al 90’ (rig)

Alessandro Savi

Ufficio stampa Cluentina Calcio