Il pareggio a reti inviolate contro l’Urbania muove la classifica ma lascia l’amaro in bocca. Il direttore sportivo fa il punto su una stagione complessa, difendendo la scommessa sulla linea verde ma ammettendo qualche errore di valutazione nella costruzione della rosa.
Il Fabriano Cerreto resta ancorato all’ultimo posto in classifica nel campionato di Eccellenza. Lo 0-0 casalingo contro l’Urbania ha smosso timidamente le acque, ma non ha portato quei tre punti vitali per dare una scossa definitiva alla classifica. Il direttore sportivo Lunadei ha fatto un’analisi lucida e onesta del momento della squadra, tra il rammarico per i tanti, troppi punti persi per inesperienza e la speranza, ancora viva, di agguantare i playout.

La sfida con l’Urbania e i rimpianti stagionali
“È stata una partita combattuta”, esordisce il ds Lunadei analizzando l’ultimo match. “Siamo partiti forte nel primo tempo, costruendo diverse occasioni, alcune anche clamorose, che purtroppo non abbiamo concretizzato. Nel finale siamo riemersi e, ai punti, credo che avremmo meritato la vittoria”.
Un copione che per il Fabriano si è ripetuto fin troppo spesso in questa stagione: buone prestazioni vanificate da fatali cali di attenzione nei minuti finali, scotti da pagare per una rosa dalla carta d’identità verdissima. L’avvio di campionato, con la squadra sorprendentemente in testa, aveva forse illuso l’ambiente. “Probabilmente in quel momento eravamo più in forma delle altre squadre a livello atletico”, ammette Lunadei. “Speravo in una salvezza tranquilla, le sconfitte sono arrivate sempre di misura e mai con delle goleade. A livello di organico non siamo da ultimo posto; oltre ai ragazzi abbiamo giocatori di categoria come Bracciatelli, Trillini e Palmieri”.
La scommessa sui giovani: orgoglio e un “mea culpa”
Il progetto tecnico del Fabriano Cerreto si è basato fortemente sulla linea verde. La squadra è la prima o la seconda più giovane di tutta l’Eccellenza, con ragazzi pescati persino in Prima e Seconda Categoria che oggi giocano stabilmente da titolari. “Sono molto felice per loro, alcuni sono già stati adocchiati da club di categoria superiore e questo mi appaga molto”, sottolinea il direttore sportivo, noto per le sue abilità di scouting giovanile.
Tuttavia, con grande onestà, Lunadei non nasconde un pizzico di autocritica: “Col senno di poi, sarebbe stato meglio creare un giusto mix. Qualche giocatore esperto in più avrebbe fatto decisamente comodo, specialmente nella gestione e nei momenti chiave della partita”.
“Fuoriquota? I giovani vanno lanciati per merito, serve coraggio”
Stimolato sul dibattuto tema della regola dei “fuoriquota” (l’obbligo di schierare giocatori under), Lunadei prende una posizione netta: “Con me sfondi una porta aperta. Quest’anno ho aggregato alla prima squadra ragazzi del 2009 e mi piacerebbe portare anche qualche 2010”. Il ds ricorda anche i successi della scorsa stagione a Tolentino, con il lancio di talenti come Massini (ora al Pescara) e Chiavellini (portato con sé a Fabriano).

“La regola degli under è sbagliatissima se usata solo per ‘nascondere’ il ragazzo nel ruolo di terzino sperando faccia meno danni. Noi schieriamo i giovani in ruoli di enorme responsabilità, come il costruttore di gioco. Se un ragazzo è forte e promettente, va lanciato in campo a prescindere dall’età, ti darà l’anima”.
Secondo Lunadei, il limite del sistema risiede nella mancanza di coraggio: serve fiducia da parte delle società (che a Fabriano non manca) e, soprattutto, da parte degli allenatori, spesso frenati dalla paura di perdere e quindi restii a scommettere sui ragazzi.
Obiettivo playout: crederci fino alla fine
Nessun dramma e nessuna bandiera bianca in vista. Alla domanda se la società stia già programmando un eventuale futuro in Promozione, Lunadei frena con decisione: “Assolutamente no. Mancano ancora sei partite, il playout è possibilissimo e crediamo fermamente nella salvezza. I ragazzi e il mister ci credono. Essendo giovani, sono giocatori che corrono e lotteranno fino all’ultimo minuto dell’ultima partita”.

