Nonostante una stagione avara di soddisfazioni di squadra, il preparatore dei portieri Andrea Aquinati traccia un bilancio estremamente positivo sulla crescita individuale e umana dei suoi ragazzi. E ai genitori lancia un appello: «Lasciate divertire i vostri figli, non tutti hanno un Buffon in casa».
La stagione della Vigor Castelfidardo non si è conclusa con il tanto sperato obiettivo della salvezza. Nel calcio, però, i risultati di squadra non sempre raccontano tutta la verità sul lavoro svolto durante l’anno. C’è un reparto, quello dei portieri, che ha rappresentato una vera e propria oasi di positività, crescita e coesione.
Intervista a Andrea Aquinati preparatore dei Portieri
A guidare questa “squadra nella squadra” è stato Andrea Aquinati, preparatore dei portieri che è riuscito in un’impresa non da poco: unire due generazioni calcistiche sotto il segno del sacrificio e del rispetto reciproco.
(un momento di condivisione e allegria a tavola)
Il miracolo del gruppo: veterani e classe 2008 uniti
La sfida principale per Aquinati era riuscire ad amalgamare atleti con età ed esperienze profondamente diverse. Da una parte i portieri della prima squadra, Alex Bonifazi (faro di grande esperienza nella categoria) e Simeoni (sotto nella foto) classe 2003 , proveniente da Roma , che nonostante la giovane età, ha calcato categorie importanti come Tivoli e altre compagini. Ha dimostrato molta abnegazione pur nella difficoltà di esprimersi lontano da casa; dall’altra le giovani promesse della Juniores, i classe 2008 Belvederesi e Lucarini.
«La difficoltà principale è la differenza d’età e di generazione, cercare di inculcare il valore del sacrificio, che è l’unica cosa che serve per migliorarsi – ha spiegato Aquinati –. Ma sono stato fortunato: tutti, dal più esperto ai più giovani, hanno avuto la stessa unità d’intenti».
(foto sotto, Bonifazi Alex classe 1990 portiere prima squadra Vigor Castelfidardo)
Il preparatore ci tiene a sottolineare i meriti dei suoi ragazzi, rifiutando di prendersi tutti gli elogi:
Il supporto della società nei momenti bui
In un’annata culminata con la retrocessione, le tensioni interne possono facilmente sgretolare un ambiente. Non è stato il caso della dirigenza della Vigor Castelfidardo, verso la quale Aquinati spende parole di grande riconoscenza:
«Nonostante le problematiche che si possono immaginare, la società mi è sempre stata vicino. Non mi ha mai fatto mancare nulla, sia a livello di materiale e attrezzi da lavoro, sia come supporto umano. Colgo l’occasione per ringraziarli, mi sono trovato veramente benissimo».
L’appello ai genitori: «Il calcio è divertimento e sacrificio»
( foto sopra Matteo Belvederesi classe 2008)
L’intervista si sposta poi su un tema delicato e sempre attuale: la crisi del calcio italiano e l’invadenza, spesso tossica, dei genitori nei settori giovanili. Aquinati, uomo di campo e padre a sua volta, ha le idee molto chiare su quale sia il vero problema:
(foto sotto Marco Lucarini classe 2008)
«La grande maggioranza dei genitori crede di avere il Buffon dentro casa. Non è così. L’unica cosa che dico a tutti è: i ragazzi si devono divertire. Devono approcciarsi al calcio con la massima spensieratezza e tanta passione. Poi, per quella che è la mia esperienza, il sacrificio e il lavoro alla fine pagano sempre».
Il futuro di Aquinati
Cosa riserva il futuro per il preparatore dei portieri? La volontà di continuare il percorso intrapreso c’è tutta.
«Spero sempre di restare, più che altro per lavorare con i giovani: è quello che ti dà un’enorme soddisfazione e accresce il bagaglio personale – conclude Aquinati (foto) –. A breve ci incontreremo con la società per pianificare il prosieguo. Io mi sono trovato bene e secondo me ci sono tutti i presupposti per continuare questo percorso di crescita».
La Vigor Castelfidardo dovrà ripartire, ma se lo farà dallo spirito di sacrificio e dall’etica del lavoro dei suoi “Numeri Uno”, le basi per un futuro migliore sono già state gettate.
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