Cammeo per ricordare un giorno speciale – Un ringraziamento personale del cronista alla S.S. Matelica 1921, nelle persone della Presidentessa Sabrina Orlandi, del Direttore Sportivo Gabriele Scandura, del Capitano Paolo Ginestra e, in particolar modo, dedicato al Mister Giuseppe Santoni.
Il calcio ci appassiona perché sa regalare emozioni. Non parlo solo del calcio “dei professionisti”, quello della Serie A, delle coppe europee o della Nazionale (che purtroppo, per la terza volta consecutiva, non andrà ai Mondiali e che ci siamo abituati a seguire dal divano di casa senza grande trasporto). Parlo della sofferenza e della partecipazione emotiva che derivano dal condividere qualcosa di profondo con gli altri e con te stesso.
(il video integrale con il racconto di Maurizio Fontenova)
Esiste anche un calcio dei “dilettanti”, che non è affatto un calcio minore: spesso le emozioni che suscita sono pari, se non superiori, poiché anche questo sport è fatto da uomini e donne per condividere attimi… Momenti che restano per sempre nella memoria collettiva di chi ha assistito a un evento particolare che merita di essere ricordato.
Il 26 aprile 2026, personalmente, ho condiviso queste emozioni speciali con ragazzi sì “dilettanti”, ma con un grandissimo attaccamento ai colori che difendono in campo. Queste emozioni voglio trasferirle sulla carta, o meglio, nell’era di internet, sul Web, affinché questa giornata sia ricordata. Come dicevano i Latini: “Verba volant, scripta manent”.
Gianni Brera, forse il più grande giornalista sportivo, diceva che lo 0 a 0 è il risultato perfetto nel calcio: nessuno ha sbagliato, le porte rimangono inviolate e il pari ti regala quel punto che può fare la differenza quando il campionato volge al termine, permettendoti di raggiungere l’obiettivo prefissato. Tuttavia, una partita di calcio senza gol ti lascia sempre un po’ di delusione. Nella serata del 26 aprile 2026 si è giocato un classico del calcio “professionistico”, Milan contro Juventus. È stata la partita perfetta di Gianni Brera: un pari con solo un paio di emozioni regalate da due “professionisti”. Per il Milan, l’ex Adrien Rabiot e la traversa su un tiro sbilenco di Saelemaekers; per la Juve, un bel dribbling di Francisco Conceição. Davvero pochissimo per uno spettacolo da 132 euro a biglietto, come hanno voluto evidenziare i tifosi delusi in curva con un gioco di luci dei loro inseparabili smartphone, ormai buoni per ogni evenienza.
Poche ore prima, invece, avevo avuto il piacere di vivere le emozioni totali di un altro pareggio, questa volta tra “dilettanti”. Stadio Giovanni Paolo II, città di Matelica, ore 16:30. Trentesima e ultima giornata della cosiddetta “Serie A delle Marche”, il campionato di Eccellenza. In campo il Matelica Calcio 1921 e il Tolentino 1919. Alla fine è maturato un altro pareggio, ma confezionato da ben quattro gol, che hanno regalato emozioni vere, non sbadigli e noia.
Un campionato vissuto dal Matelica con sofferenza, ma sempre con grande orgoglio. Quell’orgoglio che la Presidentessa Sabrina Orlandi ha saputo trasmettere ogni giorno ai propri ragazzi al campo di allenamento, dove preparavano le fatiche domenicali. Ragazzi “dilettanti”, uomini veri che alla fine hanno ripagato Sabrina sul campo, nell’ultimo emozionante atto finale.
Al Matelica serviva un punto per evitare i play-out, conquistando la salvezza diretta senza passare per le “forche caudine” degli spareggi. Per il Tolentino, già salvo, il compito era sicuramente più agevole. La tensione del Matelica era evidente in campo, anche perché il Tolentino, forte del supporto di un buon numero di tifosi giunti in trasferta, voleva onorare sportivamente l’impegno per non sfigurare alla fine di un ottimo campionato.
“La Storia più bella” inizia pertanto come previsto alle 16:30, e regala subito emozioni a raffica. Pronti, via: Matteo Pedrini, centrocampista dai piedi educati del Matelica, punta veloce verso l’area avversaria. Gli ospiti lo fermano con un fallo dal limite. L’arbitro assegna la punizione: Giacomo Bugari calcia molto bene, ma la palla finisce di poco alta.
Passano 4 minuti e il Tolentino replica con una grande occasione: Fabricio Lovotti, il bomber argentino, viene servito benissimo in area, svetta e schiaccia di testa, sicuro del gol del vantaggio. Ma l’estremo difensore del Matelica è Paolo Ginestra: 47 anni e non sentirli. L’ex professionista compie una parata eccezionale, da campione qual è, e salva in extremis.
Le emozioni si susseguono in un botta e risposta spettacolare. Questa volta il colpo di testa è di Samuel Merli, un difensore di 22 anni impiegato oggi come ala tattica. Samuel è figlio d’arte: il papà Paolo era un attaccante vero, e in area di rigore, di testa, era una sentenza nove volte su dieci. Il DNA c’è: Samuel incorna con potenza ma centrale, ed Edoardo Roberto, estremo difensore cremisi, blocca a terra. Entrambe queste prodezze tecniche, però, vengono vanificate dal fuorigioco millimetrico segnalato dall’assistente di destra.
Risponde Davide Moscati, il numero nove degli ospiti, che tira forte appena entrato in area; Ginestra para ancora, disinnescando il pericolo.
Poi, al 38’ minuto, il Matelica la sblocca. Segna il più giovane di tutti: un difensore, uno che i gol di solito dovrebbe impedirli. Si veste invece nei panni del bomber e con un tiro angolato batte l’incolpevole portiere. Il suo nome è Daniele Montella, 19 anni, prodotto del vivaio. In settimana lo avevo intervistato per la prima volta, ricordandogli che il suo è un cognome pesante tra i professionisti: Vincenzo Montella, bomber della Roma detto “L’Aeroplanino”, esultava aprendo le braccia a mo’ di ali. Ebbene, anche Daniele Montella ha aperto le sue ali sotto la curva, regalando ai propri tifosi una grandissima emozione.
Purtroppo è una gioia temporanea: “La Storia più bella” dura solo lo spazio di tre minuti, perché Anthony Tomassetti, mediano ospite, pareggia i conti. Si deve ricominciare tutto da capo, ricordando a tutti che la gioia, spesso, è effimera!
Finisce il primo tempo. Quando si torna in campo, Davide Moscati questa volta non sbaglia: la mette dentro con un pregevole scavetto e va a festeggiare con i propri tifosi nella tribuna ospiti, gettando nello sconforto il pubblico locale e il sottoscritto.
Ma le emozioni non finiscono, perché mister Giuseppe Santoni ha un asso nella manica. Chiama in campo Edoardo Mengani, Gianfranco D’Errico e Gabriele Tittarelli per riprendersi il sogno!
Minuto 71, un minuto che rimarrà per sempre. La Storia più bella è l’emozione di un pareggio che resterà scolpito nella memoria collettiva biancorossa. Corri Edoardo, corri verso la storia di questa partita. Sei così leggero che sembrate esserci solo tu e il pallone. Quel pallone che servi a Lamin Modou Touray, il quale gonfia la rete difesa da Edoardo Roberto e regala la “Storia più bella” a tutti noi.
Si gonfia la rete e si gonfiano di orgoglio i nostri cuori: restiamo in Eccellenza. Il nome della categoria è importante, ma pur essendo “dilettanti”, oggi nessuno si è annoiato per un pareggio.
Sono le quattro del mattino di lunedì 27 aprile 2026. Ho voluto fissare queste emozioni scrivendo questa storia, per ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me questo 2 a 2 che ci regala “la Storia più bella”.
Alla fine, c’è stata l’intervista a Giuseppe Santoni, il Mister della “salvezza”, tornato a Matelica come un Cincinnato dei nostri tempi: umile e grande al tempo stesso. Si è commosso, e mi ha commosso, dedicando questa vittoria a suo suocero, scomparso da poco tempo, e a suo padre, attualmente in terapia intensiva ad Ancona.
“La storia più bella”, a mia volta, voglio dedicarla a te, carissimo Peppe: Mister di un calcio dilettantistico fatto da Uomini veri, proprio come te. Grazie ancora Peppe, per sempre!

