Sarà probabilmente l’ultimo atto del Camerino Calcio a guida Falzetti con tutto il direttivo dimissionario che ha già espresso la volontà di non proseguire l’attività proprio nel centenario della fondazione. Ma dirigenza e presidente hanno voluto salutarsi a cena in riva al lago di Caccamo con una cena di grande qualità e di sapori genuini come è anche il club camerte che chiude con un bilancio attivo e dopo quattro anni, vittoria di un campionato e 5° posto da matricola in Promozione.
Allegria e tanti scatti per ricordare le stagioni indimenticabili che dirigenti e giocatori hanno vissuto insieme. Sorrisi e abbracci sinceri hanno caratterizzato tutta la serata.

Abbiamo raccolto sette interviste significative che vanno dal capitano Mattia Di Luca (camerte doc) passando per Alessandro Frinconi, Filippo Spitoni, il tecnico Giacometti, il preparatore dei portieri Di Pasquale, la storia del presidente onorario Quadraroli e per chiudere con le dichiarazioni esclusive del presidente Ivano Falzetti.

La Sintesi della Serata: Voci e Protagonisti
- Mattia Di Luca (Il Capitano): Vive la serata con la nostalgia dell’ultimo giorno di scuola. Traccia un bilancio fatto di grandi soddisfazioni sul campo (come la vittoria del campionato), ma soprattutto di profondi legami umani nati nello spogliatoio. Guardando alle dinamiche societarie, pur rimanendo cauto, definisce una “follia” lasciarsi scappare una dirigenza competente e disponibile come quella di Falzetti, augurandosi da cittadino camerte che il sogno dei cent’anni di storia non si interrompa qui.
- Alessandro Frinconi: Ricorda con orgoglio e gioia i due anni trascorsi, caratterizzati da un ambiente sereno e da ottimi risultati (dalla promozione al quinto posto di quest’anno). Da giocatore, esprime il suo dispiacere per i limiti strutturali e burocratici (come l’accesso allo stadio) che hanno pesato sulla squadra, sottolineando come l’organizzazione e lo staff dell’attuale Camerino siano merce rara, persino in categorie superiori come l’Eccellenza.
- Filippo Spitoni (Il Portiere): Alla soglia dei 42 anni, spera con tutto il cuore che non sia davvero la fine. Vorrebbe “sparare l’ultima cartuccia” della sua carriera da giocatore proprio a Camerino, definendo il club una vera rarità nel panorama dilettantistico. Parallelamente, guarda già al futuro: avendo conseguito il patentino, sogna di mettere la sua esperienza tecnica a disposizione dei giovani come preparatore dei portieri.
- Mario Di Pasquale (Preparatore dei Portieri): Per lui, il distacco è doppiamente definitivo a causa di un imminente trasferimento in Toscana. Saluta il Camerino dopo anni che definisce “stupendi e favolosi”, ringraziando i suoi ragazzi per la dedizione e la voglia di fare, dicendosi ben più che soddisfatto del lavoro svolto insieme.
- Mister Giacometti: Valuta in modo assolutamente positivo il suo biennio alla guida tecnica, coronato da una promozione e da un ottimo piazzamento. Tuttavia, non nasconde l’amarezza e la fatica nel comprendere come una società così solida, seria e puntuale debba essere costretta a fare un passo indietro. Sul suo futuro sportivo, lascia le porte aperte, non escludendo nemmeno un ritorno al settore giovanile.
- Domenico Quadraroli (Presidente Onorario): Una vera e propria memoria storica del club, in società dal 1992. Dopo aver vissuto decenni di “campagna acquisti alla giornata” e problemi economici, ritiene un peccato enorme disperdere l’attuale struttura societaria, considerata senza eguali. Ricorda i grandi nomi passati per Camerino (come mister Castori) e il forte legame di amicizia che il calcio ha saputo creare, augurandosi che il club resti nell’élite calcistica marchigiana.
- Ivano Falzetti (Il Presidente): Chiude le interviste con la fermezza e la serenità di chi ha dato tutto. Conferma che il suo percorso alla guida del Camerino si chiude qui, senza ripensamenti, in una scelta presa con il cuore.
- Sottolinea però la necessità fisiologica di rinnovamento: i cicli iniziano e finiscono, ed è giusto che nell’anno del centenario qualcun altro prenda le redini con nuovi progetti.
- Il suo ultimo pensiero è un forte appello: il Camerino Calcio non deve scomparire, sarebbe un danno enorme a cui si rifiuta persino di credere.


