La stagione del Chieti Calcio FC 1922 è appesa a un filo. Ribaltata la decisione del 30 aprile: il ricorso di Chiné e Nesta chiede una stangata immediata.

Si conoscerà solo giovedì 14 maggio il destino del Chieti Calcio FC 1922 nel campionato di Serie D (girone F). I quattro giorni di riduzione del termine utile per la discussione hanno accelerato i tempi, fissando l’attesissima udienza d’Appello in una data cruciale per il futuro del club.

A innescare il terremoto è il ricorso presentato dalla Procura Federale davanti alla Corte d’Appello Federale della FIGC, avverso la decisione di prime cure emessa dal Tribunale Federale lo scorso 30 aprile. In due fitte pagine recanti la data del 9 maggio, il Procuratore Federale Cons. Giuseppe Chiné e il Procuratore Aggiunto Avv. Paolo Nesta mettono nero su bianco una richiesta durissima: 11 punti di penalizzazione a carico della società teatina, da scontare rigorosamente nella stagione corrente.

Un atto d’accusa pesante, che rappresenta l’apice di un copione che sembrava già scritto nelle stanze dei bottoni. Tutto è precipitato venerdì scorso, 8 maggio, quando il Dipartimento Interregionale della LND ha deciso, a sorpresa, di sospendere e rinviare la gara di play-out Chieti-Recanatese, originariamente prevista per domenica 10 maggio.

Una frenata brusca, determinata dalle “lamentatio” della stessa Recanatese spalleggiata da un blocco di tre club sodali (Forsempronese, Termoli e Sammaurese). Le quattro società – unite in quello che potremmo aulicamente definire il “manifesto di Recanati” – avevano alzato le barricate eccependo presunte irregolarità nella trattazione del “caso Chieti” da parte del Tribunale Federale, puntando il dito in modo specifico sulle posizioni dei tecnici Del Zotti e D’Ercole e del giocatore Surricchio.

In sostanza, il Dipartimento Interregionale ha congelato il campo in previsione dell’eventualità che la Procura inoltrasse il suo ricorso. Un’azione legale che, curiosamente, prima dei “mal di pancia” della Recanatese e compagnia non era affatto filtrata tra gli addetti ai lavori, ma che puntualmente si è materializzata il giorno successivo. Alla fine della fiera, le istituzioni sembrano aver rispecchiato in pieno i desiderata delle quattro società costituitesi in protesta.

Ora ci si chiede: “Giustizia è fatta?”. Lo sapremo solo il 14 maggio. Davanti ai giudici, il legale del Chieti, Nicoletta Carè, dovrà superarsi per controdedurre la robusta tesi della Procura Federale guidata da Chiné. Di certo, questa decisione apre scenari inquietanti. Come ampiamente anticipato e dedotto in passato, tutto questo rischia di tradursi per il club teatino in un danno ingiusto. E non parliamo solo del merito delle accuse, ma soprattutto delle modalità a dir poco controverse osservate nella gestione di questo contenzioso.

Tempistiche sospette, decisioni a sorpresa e pressioni esterne: La Serie D non merita queste decisioni che rendono tutto meno credibile.

Se il ricorso passa il Chieti scenderebbe al 16° posto e matematica retrocessione con il Sora salvo.