“Così fa male. Troppo. Fa malissimo.”
Inizia così la lettera che il presidente dell’Urbania Jacopo Sansuini ha scritto dopo la retrocessione di domenica scorsa contro il Chiesanuova.
“Il nostro amato calcio ieri ha mostrato il suo lato più crudele, proprio quando eravamo a soli due minuti da una salvezza che sarebbe stata meravigliosa. Una salvezza speciale, perché conquistata davanti a un pubblico stupendo che mi ha reso orgoglioso: persone che hanno affrontato due ore di viaggio, che hanno cantato senza sosta per oltre 120 minuti sotto il diluvio e la pioggia battente.
Avrei voluto regalare una gioia a tutti loro, dopo un anno di sofferenze sportive. Ma non ce l’abbiamo fatta.

È giusto che, da presidente di questa società, mi assuma le responsabilità maggiori di questa retrocessione. Perché le colpe principali appartengono a chi ha il dovere e l’autorità di fare le scelte, prendere decisioni e guidare uomini e situazioni.
Ai miei ragazzi e a mister Cornacchini, che ieri mi chiedevano scusa in lacrime, voglio dire una cosa soltanto: non avete nulla di cui scusarvi. Ieri avete dato tutto, in una situazione difficilissima. Eravamo a un passo dal traguardo, ma non siamo riusciti a raggiungerlo. Sono però certo che in campo e in panchina abbiate dato il massimo. E quando si dà il massimo, non ci si deve scusare. Mai.
Ora è il tempo delle riflessioni importanti. È il momento di guardarci dentro, capire come ripartire e rialzarci dopo questo scivolone pesante e dolorosissimo. Fare tesoro degli errori, analizzarli, comprenderli e poi ripartire. Subito. Senza esitazioni. A testa alta.
Perché è questo che voglio. È questo che meritano i nostri tifosi. Ed è soprattutto ciò che ho promesso a chi mi sta vicino.

