Ci sono storie di sport di provincia che profumano di passione autentica, sudore e amore viscerale per il proprio territorio. È il caso dell’Eroica, la neonata società di Terza Categoria che ha compiuto una vera e propria impresa sportiva e sociale: riportare il calcio giocato a Sant’Angelo in Pontano dopo un’assenza durata ben 24 anni.

Non si tratta solo di undici giocatori che inseguono un pallone, ma di una scintilla che ha rianimato un’intera comunità. Con il fischio d’inizio di questo nuovo progetto calcistico, i sabati pomeriggio santangiolesi hanno ricominciato a vivere. Lo storico impianto sportivo “Vallonia”, che da troppo tempo giaceva silenzioso e orfano di tifo, è stato recuperato e restituito al paese, tornando finalmente a riempirsi di gente, calore e aggregazione.

Dietro a questa favola sportiva c’è una dedizione che non conosce orari, incarnata perfettamente da una delle figure chiave della rinascita: il Vicesindaco Bonfranceschi. Promotore della prima ora, colui che ha creduto fortemente nell’iniziativa dando lo “start” per far partire il progetto, Bonfranceschi non si è limitato a un freddo ruolo istituzionale. La sua è una passione totale, che lo ha visto rimboccarsi le maniche per la manutenzione e la cura del campo, arrivando persino a innaffiare il manto erboso in piena notte pur di farlo trovare in condizioni perfette per i ragazzi.

Ma il calcio, si sa, sa scrivere copioni meravigliosi per chi ci mette il cuore. E così, l’ultimo gol stagionale dell’Eroica porta proprio la firma di Bonfranceschi, sceso in campo a lottare con la maglia della squadra del suo paese. Un epilogo da incorniciare per una stagione fatta di sacrifici, lavoro sporco e grandissime soddisfazioni.

(foto vice sindaco Bonfranceschi con la maglia dell’Eorica)

Un traguardo che va ben oltre la classifica, come sottolinea lui stesso tracciando il bilancio di quest’avventura: “Ho creduto e dato lo start per far partire questo progetto calcistico per Sant’Angelo, dove mancava da 24 anni. Come Vicesindaco sono fiero di ciò che è stato creato, perché credere nei borghi dell’entroterra è anche questo: dare una possibilità reale di fare attività ai ragazzi del posto e, allo stesso tempo, creare un motivo per le persone per uscire di casa e vivere a pieno il proprio paesino!”

L’Eroica, tenendo fede al suo nome, ha vinto la sua partita più importante: quella contro lo spopolamento e l’abbandono, dimostrando che con determinazione, spirito di sacrificio e attaccamento alle proprie radici, i borghi dell’entroterra hanno ancora tantissima vita e passione da regalare.

(foto del vice sindaco Bonfranceschi che anche di notte innaffia il rettangolo di gioco )

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