Roberto Ripa è stato un giocatore arrivato a giocare in Serie A con Bari e Perugia, ma anche con tanti anni da professionista, partendo da Porto Sant’Elpidio dove aveva esordito negli anni 80 nell’allora Interregionale. Ora, come coordinatore generale, è stato chiamato a rilanciare le quotazioni della squadra che l’ha visto crescere.

Roberto, come è nata questa iniziativa di dare un corso nuovo alla squadra?
«Tra marzo e aprile sono stato contattato da alcuni imprenditori locali che sa sempre hanno a cuore le sorti del Porto Sant’Elpidio Calcio. Hanno chiesto la mia disponibilità a iniziare un nuovo percorso qualora si fosse formata una cordata per rilevare la società. Ho dato la mia disponibilità, avendo in mente un programma ben preciso. Da lì in poi le cose si sono sviluppate in modo concreto: mi sono messo in contatto, per loro conto, con la vecchia proprietà e, insieme a questi imprenditori, abbiamo rilevato la società».

In cosa consisteva quel programma?
«Il programma che ho esposto è incentrato sullo sviluppo del settore giovanile, legato a una prima squadra capace di ritrovare la vera identità di Porto Sant’Elpidio. Questo è il nostro filo conduttore, a partire da me che in questa città sono nato e cresciuto come uomo e come calciatore. Agli imprenditori ho proposto di consolidare e far crescere un settore giovanile d’élite che già stava lavorando bene. L’obiettivo è programmare il futuro partendo dal vivaio, creare opportunità per i giovani più interessanti e dare vita a una prima squadra che sia un modello e un esempio per i nostri bambini che iniziano.

Da quell’idea poi è partita tutta la macchina organizzativa…
«Partendo da questa idea, sviluppatasi nel giro di pochi mesi, siamo riusciti a creare una struttura societaria solida che prevede, come già annunciato, la presidenza di Fabio Stortini, una figura fortemente impegnata nel sociale, ambito che rientra appieno nella nostra programmazione. Accanto a lui, Maurizio Esposito e Gabriele Vesprini hanno dato la propria disponibilità a rilevare le quote. Infine, pur non facendo parte del consiglio direttivo, i nostri sostenitori principali sono sette imprenditori che avremo modo di far conoscere quanto prima. Questi ultimi al pari dei vertici societari, sono il cuore centrale della società con i loro suggerimenti, la loro passione e dedizione alla causa, che va oltre il mero supporto finanziario.
Il “team operativo” del club invece è composto da me nel ruolo di coordinatore generale, dal direttore sportivo Alessandro Cannoni e dal responsabile del settore giovanile Uriel Vallasciani.

Quindi passa tutto dal settore giovanile?
«Questo è ciò che ho proposto agli imprenditori: investire su un settore giovanile d’élite, affinché la prima squadra diventi lo sbocco naturale per i nostri ragazzi. Il sogno è che possano compiere qui il loro percorso e poi, come è successo a me da giovane, spiccare il volo verso categorie superiori. Ai nostri partner ho chiesto sostegno proprio per questo programma. Vogliamo un vivaio forte, in cui l’educazione calcistica cammini di pari passo con quella sociale: formare prima gli uomini, poi i calciatori.
Parlare di eccellenza significa lavorare duramente sul campo. Ho dedicato tutta la mia vita professionale al calcio e, mi piacerebbe che i nostri ragazzi possano ricevere quegli strumenti tecnici ed educativi che io stesso ho ricevuto da bambino in questa realtà. Per questo, con il club abbiamo deciso di ricreare attraverso la prima squadra una vera identità e senso di appartenenza a Porto Sant’Elpidio. Come spiegherà nei prossimi giorni il direttore sportivo Alessandro Cannoni, avremo tanti giocatori che hanno Porto Sant’Elpidio sulla pelle, perché cresciuti qui o legati a questa maglia. È proprio grazie a questa programmazione e alla solidità del progetto che gli imprenditori hanno sposato la nostra causa con entusiasmo»

Come ha recepito questa novità la piazza?
«C’è tanto entusiasmo, sia da parte nostra sia all’esterno, dove lo stiamo già percependo e misurando. Avremo sicuramente delle novità anche dal punto di vista dell’immagine. Il trend che stiamo portando avanti mette al centro l’orgoglio di essere cresciuti a Porto Sant’Elpidio, valorizzando quel forte legame di identità con il nostro paese».

Può dare qualche anticipazione delle iniziative a cui state lavorando?
«Sono molte. Avremo delle iniziative per supportare le famiglie del settore giovanile che scelgono di impegnarsi con noi. In un momento particolarmente complicato dal punto di vista economico, dare supporto alle famiglie della nostra città è doveroso. Un’altra importante iniziativa riguarderà la campagna abbonamenti: il nostro obiettivo è riempire gli spalti e dare davvero a tutti la possibilità di stringersi attorno alla squadra della propria città. Saranno tutte iniziative nate per mettere in campo quei valori che una realtà come il Porto Sant’Elpidio Calcio ha sempre dimostrato di possedere nel tempo».

E della prima squadra cosa dice?
«È sempre un punto di riferimento, anche perché la prima squadra mi ha dato la possibilità, a suo tempo, di spiccare il volo. Sarà poi Alessandro ad entrare nello specifico della prima squadra, la cosa che posso anticipare è che sarà una squadra che avrà il giusto equilibrio tra giovani e elementi più esperti. Io stesso ho iniziato nei dilettanti qui a Porto Sant’Elpidio a 18 o 19 anni, sono andato fuori a giocare nella stessa categoria a 21 e solo dopo sono approdato al professionismo che avevo già 22 anni. C’è sempre tempo, insomma, per realizzare le proprie ambizioni personali. La cosa importante è formare i nostri ragazzi e prepararli alle sfide del domani, nello sport come nella vita».