Un riconoscimento prestigioso, fortemente voluto e conquistato con impegno.
Mister Giuseppe Santoni ha ottenuto la qualifica di allenatore professionista UEFA A, al termine di un intenso percorso formativo tra studio ed esercitazioni a Coverciano, la casa del calcio italiano.

Lo abbiamo raggiunto per un’intervista audio, dove ci ha raccontato le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questo nuovo cammino.
Dopo l’esonero da Matelica avevo perso un po’ di autostima – ci confida – e proprio per questo ho deciso di fare domanda per il bando di Coverciano. È stata una scelta coraggiosa, ma fortunatamente sono stato ammesso e ho affrontato il corso con grande entusiasmo”.

(Audio intervista integrale )

Da marzo a fine giugno ho trascorso 25 giorni intensi a Coverciano, completamente immerso nel mondo del professionismo italiano. Respirare l’aria dei grandi tecnici, vivere quelle aule e quei campi così carichi di storia mi ha ridato entusiasmo, motivazione e nuove idee”.

La sua storia parte da lontano:
Ho iniziato ad allenare nel 1990, a Muccia. All’epoca feci il primo corso, e oggi – dopo oltre 35 anni di panchina – questa ‘rinfrescata’ mi ha fatto davvero bene. In fondo, non si finisce mai di imparare. E aggiornarsi è una necessità se si vuole crescere, sempre”.

Poi una riflessione su uno dei temi più discussi nel mondo del calcio
Fare l’allenatore non è semplice. Quando una squadra vince, il merito è spesso attribuito ai giocatori. Quando perde, la colpa è quasi sempre dell’allenatore, che è il primo a pagare. Ma io ho sempre cercato di dare il massimo, ovunque sia stato. E ho la fortuna di avere mantenuto buoni rapporti con tutti.
Una dimostrazione è stato l’invito, due settimane fa, a Chiesanuova per l’inaugurazione del nuovo campo: sono stato accolto con affetto da tanti amici, in una grande festa voluta dal presidente Bonvecchi e da una società che merita solo applausi”.

Infine, un pizzico di emozione:
Oggi il ‘comandante’ è diventato un professionista. Se qualcuno, anni fa, mi avesse detto che un giorno avrei ottenuto il patentino UEFA A, e che avrei vissuto la finale di Champions League tra Inter e Barcellona a Coverciano, fianco a fianco con tecnici di Serie A e non solo… gli avrei risposto che era matto!
E invece tutto questo è accaduto davvero. E ora si guarda avanti, con nuove motivazioni e tanta voglia di rimettersi in gioco”.