Gli amici si vedono nel momento del bisogno, no? E da amico del Chiesanuova,
nonché ex giocatore e pure ex allenatore per un breve ma decisivo periodo, Matteo
Monteneri è tornato per aiutare la squadra biancorossa a rincorrere l’obiettivo
salvezza. Domenica ha già fatto il suo esordio come vice allenatore di Mariotti nel
pareggio 1-1 con la Civitanovese.
Matteo, cosa ti ha riportato qui? ”Già in estate il presidente mi aveva chiamato
chiedendomi se potevo dare una mano in società. Adesso, in questo momento
difficile, non potevo dire di no. L’Eccellenza del Chiesanuova in fondo la sento un po’
mia”.
Infatti non ci si deve dimenticare che nel finale del primo campionato, stagione 2022-
2023, hai guidato la squadra con una sorta di autogestione. Nonostante lo scetticismo
di molti addetti ai lavori, terminò con la salvezza in anticipo….”E non lo rifarò più, il
doppio ruolo di allenatore e di giocatore è troppo difficile, lo avevo già capito quella
volta visto che le ultime settimane le passai senza allenarmi”.
Questa è la prima esperienza con l’incarico formale di vice allenatore e senza fare
anche il difensore d’emergenza come è accaduto nel campionato 2023-2024: che
effetto ti fa? ”L’anno scorso a Potenza Picena sono tornato in campo per le ultime 5
partite dopo un lungo infortunio e le abbiamo perse tutte, quindi meglio non
giocare…Battute a parte a 40 anni e vari acciacchi alle ginocchia, è giusto smettere.
Non mi manca l’allenamento, ora sono concentrato su questo incarico”.
A proposito di panchina, com’è mister Mariotti? ”Chiaramente lo conosco poco,
esclusa la partita di domenica ho fatto 3 sedute tecniche con lui. Di sicuro è una
persona aperta al dialogo e vive serenamente la settimana”.
Ecco, ritrovare la serenità è la cura per uscire da questa difficile situazione di
classifica? ”Io avevo visto altre due partite del Chiesanuova e sì, avevo notato che
non era serena a livello mentale. Ci sta quando non arrivano i risultati. Sono convinto
però che ci siano i giocatori che servono per risalire la china purché vengano
dimenticate le ultime due annate stupende. Ora i nomi non contano, si deve resettare
e tirare fuori gli artigli”.