L’identikit del personaggio della settimana in Seconda categoria girone F: Jacopo Ruggeri, il pararigori

  • Classe: 1988
  • Soprannome: “Il Giaguaro” o “Batman”, per i suoi voli prodigiosi tra i pali.
  • Esordio: Stagione 2006/2007 con il Gualdo Tadino, annata in cui vince subito il campionato di Promozione volando in Eccellenza.
  • Le caratteristiche: Incarna l’essenza del “numero uno”. Professionalità estrema, leadership magnetica e quella vena di sana follia che serve a chi sfida gli avversari dagli undici metri.
  • L’impresa: Un dato da capogiro, tre rigori consecutivi parati nelle ultime cinque giornate. Una striscia impressionante:
    • 19ª giornata: Il suo “no” dal dischetto blinda lo 0-0 contro il Monte San Martino.
    • 20ª giornata: Sette giorni dopo, ipnotizza l’attaccante del Ripe San Ginesio, risultando decisivo nel successo per 2-1 del Pioraco.
    • 23ª giornata (Il capolavoro): Al 93° minuto, con il risultato inchiodato sullo 0-0 contro il Caldarola, l’arbitro fischia un rigore per gli avversari. Sul dischetto si presenta Simone Marasca (classe ’89), bomber di razza. Ruggeri veste i panni del supereroe: un volo prodigioso per strozzare l’urlo del gol con la mano di richiamo, gelando l’entusiasmo avversario un istante prima del fischio finale e sigillando un punto d’oro.

Ci sono portieri che fanno la differenza e, di solito, quando si pensa di strutturare una squadra, il “numero 1” da scegliere è proprio il portiere. In questo caso il Pioraco ha scelto bene, perché stiamo parlando di Jacopo Ruggeri, un giocatore che non ha bisogno di presentazioni. Classe 1988, soprannominato il “Giaguaro” o “Batman” – ma questo poi ce lo dirà lui –, nelle ultime partite con il Pioraco è stato più che decisivo. Allora Jacopo, sei un pararigori?

Intervista a Jacopo Ruggeri portiere del Ruggero mancini Pioraco (il para rigori)
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Se capita, dai! Se tirano vicino, provo a prenderli. Ultimamente sono stato anche fortunato nelle ultime uscite”.

Nell’ultima giornata hai parato al 93′ il rigore che ha regalato il punto al Pioraco a Caldarola, neutralizzando Marasca. Ma prima ancora avevi parato un rigore contro il Ripe San Ginesio salvando la vittoria per 2-1, e sei stato decisivo anche contro il Monte San Martino. Non ci dirai sicuramente qual è il tuo segreto, ma c’è un modo per stregare l’attaccante?

“Non c’è un modo ben preciso, o meglio, non ce n’è solo uno. Anche se giochiamo in Seconda Categoria, cerchiamo comunque di studiare e di guardare gli avversari, anche grazie ai video delle partite che abbiamo a disposizione. La sera, prima di andare a dormire, mi diverto a guardare i video della mia categoria, del mio girone e anche di altri, per farmi trovare pronto. Poi in campo può capitare di non avere di fronte il tiratore che hai studiato, e lì subentra l’istinto. Sono frazioni di secondo in cui valuti quello che può succedere; l’istinto certe volte la fa da padrone”.

Jacopo, tu hai vinto il campionato di Promozione, poi sei salito in Eccellenza in Umbria e hai una lunga esperienza alle spalle. Qual è stato l’anno più bello della tua carriera?

“L’anno più bello speriamo sia il prossimo! Sono diversi anni che gioco, questo è il diciannovesimo o il ventesimo campionato. Ci sono state diverse stagioni interessanti, e non si guarda solo al risultato finale. Per esempio, l’anno a Fabriano Cerreto, quando abbiamo vinto i playoff e la Coppa Marche in Prima Categoria, è stata una bellissima soddisfazione. Ma anche nel 2015-2016 con la Fortitudo, quando siamo arrivati in finale playoff e abbiamo perso a Muccia. Lì eravamo un gruppo di ragazzi cresciuti insieme, eravamo proprio in famiglia. Forse quelli sono gli anni più emozionanti; il risultato conta, certo, ma a livello di emozioni sono state stagioni speciali”.

Concedimi una battuta: una volta si diceva che se non sei un po’ “matto”, non puoi fare il portiere. Tu che ne pensi?

“Potrebbe essere una verità, ma anche un luogo comune. Il portiere è un ruolo molto delicato: sei in campo con la squadra, ma alla fine sei da solo contro tutti. Magari a volte puoi sembrare matto, ma la realtà è che hai un carico di responsabilità enorme. A volte si eccede in una reazione o nell’altra, ma è anche per via dell’accumulo di emozioni e sensazioni. Secondo me, un portiere deve essere istintivo in certe occasioni, ma estremamente razionale durante i novanta minuti e in settimana, perché devi calcolare tutto. Poi c’è l’imprevisto, e lì si vede la differenza tra un portiere normale e quello che ti porta i punti”.

La tua esperienza ci porta a farti una domanda sul campionato. Nel Girone F ci sono molti portieri di qualità, alcuni anche un po’ “avanti con gli anni” – anche se rimanete giovani dentro! –, c’è chi arriva o supera i quarant’anni e fa ancora la differenza. È un problema o una risorsa per il movimento?

“Questa è una bella domanda. Mi chiedono spesso: “Fino a quando giocherai?”. Guardando i giovani di oggi, verrebbe da dire altri dieci anni! Non siamo tutti uguali. Sabato a Caldarola, ad esempio, ho avuto il piacere di ritrovare Yuri Barucca, con cui avevo giocato nel 2016-2017 alla Fortitudo in Eccellenza. È sempre bello rincontrarsi. Finché si sta bene in campo è una cosa positiva, specialmente per noi che così ci manteniamo giovani e in forma. Per il calcio in generale, non so se sia una bella notizia. Speriamo che i giovani validi riescano a giocare in categorie più alte rispetto alla Seconda”.

Chi vince il Girone F di Seconda Categoria, uno dei più belli in assoluto?

“Forse il Visso, ad oggi è la squadra più forte e avvantaggiata. L’Esanatoglia è quella che ha la rosa più completa, anche se è partita un po’ a rilento. Il Sarnano è lì al vertice da due anni, si gioca tutto punto a punto. Anche squadre come Treiese e Pievebovigliana stanno facendo un grande percorso da un anno e mezzo a questa parte. La classifica parla chiaro, a sette giornate dalla fine i valori sono delineati”.

Il Pioraco può sicuramente puntare ai playoff, perché questo è l’obiettivo della società che quest’anno ha investito molto, giusto?

“Non so quanto abbia investito la società. So che quest’anno siamo ripartiti da zero: è cambiato il presidente e sono arrivati nuovi direttori, che stanno facendo un grande lavoro. La squadra è cambiata in buona parte. Dobbiamo guardare all’obiettivo, ma prima di tutto dobbiamo puntare a crescere, allenamento dopo allenamento. Abbiamo cambiato mister a gennaio affidandoci a Fabio Carucci, ma la squadra è solida. Siamo una delle migliori difese: per 12 partite su 23 abbiamo mantenuto la porta imbattuta. È merito dell’organizzazione del mister, ma anche dell’atteggiamento di tutta la squadra, della predisposizione al sacrificio di tutti. Da questa base solida dobbiamo continuare a lavorare per aggiungerci sempre più qualità. L’obiettivo principale, ora, è semplicemente fare bene il prossimo allenamento e la prossima partita”.

Ultima domanda: Jacopo Ruggeri è più Giaguaro o Batman?

“Giaguaro o Batman? Questo lo lascio decidere a voi! Io cerco semplicemente di essere Jacopo e di aiutare i miei compagni in campo.