Il calcio dilettantistico ha sempre più bisogno di forze fresche, e se l’esperienza è un fattore chiave, il futuro appartiene inevitabilmente ai giovani. Tra i volti nuovi che si stanno mettendo in mostra nel campionato di Eccellenza c’è sicuramente Edoardo Malagrida, centrocampista classe 2006 in forza al Fabriano Cerreto.
(Intervista audio esclusiva)

Protagonista di un triplo, importante salto di categoria dalla Seconda Categoria (dove vestiva la maglia del Fabiani Matelica), Edoardo si è subito ritagliato uno spazio da titolare in prima squadra. Lo abbiamo intervistato per fare il punto sul suo percorso personale e sul momento delicato della sua squadra.
Edoardo, questa è la tua prima esperienza nel campionato di Eccellenza e arrivi direttamente dalla Seconda Categoria, eppure hai giocato quasi sempre dal primo minuto. Come sta andando questo salto?
“Con la squadra mi sto trovando molto bene. Siamo un gruppo davvero unito e, sebbene il balzo di categoria sia stato notevole, i miei compagni mi hanno aiutato moltissimo a inserirmi in questo nuovo percorso”.

Chi ti segue e ti vede giocare parla molto bene di te, in particolare per la tua grande visione di gioco. In campo preferisci agire da playmaker o da mezzala?
“Sinceramente cambia poco. Ovunque il mister decida di schierarmi, cerco sempre di dare il massimo per rendermi utile alla squadra e ai miei compagni”.
In questi mesi, però, in quale dei due ruoli sei stato impiegato maggiormente?
“All’inizio giocavo più come mezzala. Ora, con il cambio di modulo e le richieste del nuovo mister, mi sto muovendo principalmente da play davanti alla difesa”.

Parliamo del momento del Fabriano Cerreto. Attualmente siete in fondo alla classifica, un dato sorprendente se pensiamo che a inizio stagione eravate partiti benissimo, trovandovi persino in vetta. Cosa è successo?
“Sicuramente in questi mesi c’è stato un calo importante da parte nostra. Adesso, però, non c’è tempo per guardarsi indietro: stiamo lavorando per fare il massimo e tirarci fuori da questa situazione. Abbiamo giocatori di spessore in rosa, il nostro dovere è raggiungere l’obiettivo; il traguardo minimo è centrare i playout e conquistare la salvezza. Dobbiamo farcela”.
Facciamo un passo indietro: come si fa a passare con successo dalla Seconda Categoria all’Eccellenza a soli 18 anni? Qual è il segreto per fare un salto del genere?
“Non c’è nessun segreto, solo il lavoro quotidiano. Bisogna dare sempre il massimo e avere la fame di crescere continuamente. Anche in questo momento, nonostante la categoria conquistata, sto cercando di migliorarmi sotto ogni aspetto, allenamento dopo allenamento”.

Hai già pensato al tuo futuro? Pensi di restare a Fabriano o è ancora troppo presto per parlarne?
“È ancora presto per parlarne e non saprei cosa rispondere adesso. Il mio unico pensiero, al momento, è la salvezza del Fabriano. Solo quando avremo raggiunto il traguardo valuterò il da farsi e prenderò la decisione migliore per il mio percorso calcistico”.
Che consiglio daresti ai ragazzi della tua età che vogliono emergere, ma che magari al momento trovano poco spazio, rimangono in panchina o addirittura finiscono fuori rosa?
“Non mi sento certo arrivato al punto di poter dispensare consigli, ma c’è una cosa in cui credo: bisogna continuare a dare il massimo, sempre. Se lavori duro, prima o poi le occasioni arrivano per tutti”.

C’è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare per questo tuo momento e per la fiducia ricevuta? “Assolutamente sì. Voglio ringraziare il nostro direttore sportivo, Andrea Lunadei. Ha creduto in me fin da quando ero piccolo e giocavo negli Allievi del Matelica. All’epoca voleva già portarmi a Tolentino, ma per ragioni personali la cosa non si concretizzò. Oggi mi ha dato questa grandissima occasione: credere in un ragazzo che fa un salto dalla Seconda all’Eccellenza non è facile, si è preso un bel rischio per me e gli sono grato per questa opportunità.


