Il calcio dilettantistico è spesso il palcoscenico delle storie sportive più autentiche, quelle fatte di sudore, sacrifici e attaccamento alla maglia.
Ne è la prova la stagione del Camerino Castelraimondo, protagonista di una cavalcata straordinaria verso i playoff. Ne abbiamo parlato con la guida tecnica della squadra, Mister Massimo Ferranti, che in questa intervista traccia un bilancio dell’annata, ringraziando i suoi ragazzi e svelando i segreti di un gruppo unito che ha conquistato il play off con due giornate d’anticipo.
La Filosofia: Calcio, Passione e Giovani
Mister Ferranti, partiamo dalle basi. Qual è lo spirito che anima questa squadra e l’intera società? “Qui si respira pura passione. I ragazzi scendono in campo esclusivamente per divertimento, per amore dello sport e per amor proprio. Nessuno percepisce un compenso economico, e questo rende tutto più genuino.

Siamo una società ‘fatta in casa’, dove l’ambiente è estremamente familiare e profondamente radicato sui valori del settore giovanile. Il nostro obiettivo principale è investire sui ragazzi del vivaio: li facciamo crescere in un ambiente sano, lasciandoli poi liberi di accasarsi altrove quando raggiungono i 15-16 anni, se lo desiderano. È un calcio dal volto umano.”
Dalle Difficoltà alla svolta per la 2C
Eppure, la stagione non era iniziata nel migliore dei modi. Quali sono stati gli ostacoli più grandi? “All’inizio è stata durissima. Costruire l’amalgama non è stato per niente facile: il gruppo era letteralmente spaccato a metà tra 7-8 figure ‘storiche’ del posto e altrettanti studenti universitari fuori sede. Questo rendeva quasi impossibile organizzare gli allenamenti durante la settimana; ci sono state sere in cui ci siamo ritrovati ad allenarci solo in tre. A questo si è aggiunta la sfortuna: siamo partiti con una rosa di 20-23 giocatori, ma una serie di gravi infortuni, tra cui alcune rotture dei legamenti crociati, ci ha letteralmente decimato.”
Quando c’è stato il cambio di marcia che vi ha portato ai playoff? “La vera squadra è nata nel girone di ritorno, praticamente negli ultimi due mesi. Il punto di non ritorno è stato sotto Natale.

Venivamo da tre sconfitte consecutive e il morale era a terra. Negli spogliatoi a Castelraimondo c’è stata una dura strigliata, ci siamo guardati in faccia e da lì il gruppo ha cambiato completamente mentalità. I risultati si sono visti subito: abbiamo infilato un filotto impressionante di 13 partite utili, raccogliendo 11 vittorie e 2 pareggi. Un rullino di marcia che ci ha permesso di raggiungere i playoff, un traguardo che a un certo punto sembrava insperato.”
I Protagonisti in Campo
Chi sono gli artefici di questa impresa sul rettangolo verde?
“Il merito è di tutti, ma la squadra ha trovato il suo equilibrio fondendo l’esperienza con la freschezza. Da una parte c’è il nucleo storico dei veterani, ragazzi come Severini, Palazzi, Bruciotti, Bravetti, Pierri, Rivelli Pasquini, Galassi e Giacobbi (vice capitano).
Dall’altra, l’energia degli universitari come Bruffa, Boldrini, Mosciatti, Albanese, Carboni e Grespini.”
Un ringraziamento particolare al dirigente Lorenzo Ripa, sempre presente e vicino alla squadra, capace di fare gruppo e stare bene alle sue cene.
Ci sono stati giocatori che si sono distinti in modo particolare?

“Assolutamente. Voglio citare Paolo Bravetti, un professionista esemplare. Studia a Perugia e si allena da solo durante la settimana pur di farsi trovare pronto; è un giocatore chiaramente ‘fuori categoria’, un talento che in Terza Categoria è quasi sprecato. Poi abbiamo i padroni assoluti del centrocampo, Bravetti, Palazzi e Boldrini.

Le statistiche parlano chiaro: abbiamo un centravanti puro come Bruciotti che si è sacrificato tantissimo per la squadra segnando 2 gol, ma abbiamo trovato la via della rete con grandissima facilità grazie agli inserimenti degli altri. Bruffa ha chiuso con 13-14 gol, Micucci con 12-13, e il nostro centrocampista Bravetti ha messo a segno ben 16 reti. Numeri pazzeschi.”
Il Campionato e la Corsa Playoff
Come valuta il livello di questa Terza Categoria in vista del gran finale? “Il livello si è alzato molto. Ci sono almeno 4-5 squadre davvero molto competitive, che spesso possono contare su giocatori scesi appositamente da categorie superiori come la Prima o la Seconda Categoria. Ora ci giochiamo tutto nell’ultima giornata, che sarà decisiva per delineare gli abbinamenti definitivi dei playoff. Guardiamo la classifica con orgoglio e rispetto per avversari di spessore come Morrovalle, Camerino, Petriolo ed Equipe. Comunque vada a finire, io posso solo dire un immenso ‘grazie’ a questo gruppo meraviglioso.”

