Le storie d’amore calcistiche d’altri tempi esistono ancora, ma quando giungono al termine lasciano inevitabilmente un vuoto difficile da colmare. Dopo dieci stagioni consecutive, si dividono ufficialmente le strade tra il Vismara Calcio e il suo baluardo difensivo, Marco Capomaggi.
Classe 2000, difensore solido ed esemplare, Capomaggi non è stato un semplice giocatore per il club, ma l’incarnazione stessa del senso di appartenenza. La sua favola calcistica è nata proprio su quel campo, la società del suo quartiere, che per lui ha sempre rappresentato casa. A eccezione di una breve parentesi romagnola, la sua intera maturazione umana e sportiva è stata scandita dai colori giallorossi. In un’epoca di continui cambi di casacca, dieci anni di militanza ininterrotta testimoniano una fedeltà rara e radici profondissime.

Se sul rettangolo verde si è sempre imposto come un difensore arcigno e tatticamente impeccabile, è all’interno dello spogliatoio che ha costruito la sua eredità più importante. Leader umile, mai sopra le righe, Capomaggi ha saputo guidare la squadra con parole semplici ma cariche di adrenalina, diventando un faro nei momenti di difficoltà e una guida preziosa per i compagni più giovani.
In questi dieci anni, ha trascinato il Vismara alla conquista di due campionati, affrontando ogni trionfo non come un traguardo, ma come un nuovo punto di partenza.
Oggi si chiude un’era per la società e per la tifoseria, ma il segno lasciato dal difensore resterà scolpito nella storia del club, che lo ha salutato con un messaggio denso di gratitudine: «I giocatori passano, i leader restano nel cuore della gente. Grazie di tutto, Marco: il Vismara sarà sempre casa tua».

