Un epilogo al cardiopalma e una salvezza che sa di sollievo, ma che lascia tanto amaro in bocca. La Maceratese esce sconfitta di misura dallo stadio “Angelini” di Chieti per 1-0, ma festeggia comunque la permanenza diretta in categoria. I biancorossi chiudono a quota 38 punti, raggiunti dal Sora, vittorioso all’inglese (2-0) contro un Castelfidardo già retrocesso. A salvare la “Rata” dai temutissimi play-out è stata la differenza reti: un margine di soli tre gol che ha garantito la salvezza diretta, condannando invece i laziali allo spareggio contro il San Marino.

Ecco la cronaca di un pomeriggio denso di tensione.

Un primo tempo contratto e l’infortunio di Perini

La posta in palio è altissima e le squadre approcciano la gara con comprensibile prudenza. Nei primi minuti i portieri rimangono praticamente inoperosi. Al 5′ è Gagliardi a provare a suonare la carica per la Maceratese con una conclusione coraggiosa e potente dai 25 metri, che si spegne di poco alta sopra la traversa.

Il Chieti inizia a farsi vedere all’8′ con un cross insidioso respinto provvidenzialmente di testa da Morganti. La gara si gioca a centrocampo: al 12′ una punizione di De Angelis si infrange sulla barriera, mentre al 20′ Cusin è costretto a smanacciare un debole colpo di testa del sempre pericoloso Ela Mangue.

Al 32′ arriva la tegola per la Maceratese: Perini ha la peggio in un contrasto e, dolorante, è costretto a lasciare il campo. Al suo posto entra Arbusti, costringendo lo scacchiere biancorosso a ridisegnarsi: Ciattaglia scala nel ruolo di terzino destro, mentre il subentrato si posiziona nel tridente offensivo al fianco di Ciabuschi e Gagliardi. Il primo tempo si chiude a reti inviolate dopo un minuto di recupero e l’ammonizione di Ruani.

La ripresa, il muro di Cusin e la beffa nel finale

Il secondo tempo si apre sulla falsariga del primo. Al 7′ Gagliardi prova a impensierire la retroguardia di casa con una punizione tagliata in area, ma la difesa neroverde spazza. Con il passare dei minuti sale il nervosismo e fioccano i cartellini gialli (Sabattini per la Maceratese, Allessi per il Chieti), mentre la “Rata” inserisce forze fresche con Nasic al posto di Ruani.

Al 25′ il Chieti sfiora il vantaggio: Mbaye lascia partire una bordata micidiale dal limite dell’area, ma Cusin si supera deviando la sfera in angolo con l’aiuto decisivo della traversa. I padroni di casa premono sull’acceleratore. Al 36′ Ela Mangue da ottima posizione non trova la deviazione vincente spedendo alto, ma è solo il preludio al gol.

La beffa per la Maceratese si materializza al 40′: cross teso dalla corsia di destra, Ela Mangue stavolta si fa trovare pronto sul secondo palo e di piattone infila Cusin per l’1-0 definitivo.

Il fischio finale e l’attesa per le notizie da Castelfidardo

Nei quattro minuti di recupero la Maceratese non riesce a raddrizzare il match (da segnalare solo il giallo a Nasic per simulazione). Al fischio finale dell’Angelini, i giocatori biancorossi rimangono con il fiato sospeso, in attesa della fine della gara da Castelfidardo.

La notizia della vittoria per 2-0 del Sora arriva quasi in contemporanea. Maceratese e Sora chiudono appaiate a 38 punti. A fare la differenza è la matematica: un +3 nella differenza reti generale permette alla Maceratese di festeggiare una salvezza diretta soffertissima. Per il Sora, invece, la stagione continuerà ai play-out contro il San Marino. Un finale lieto per la “Rata”, ma che imporrà sicuramente profonde riflessioni per il futuro.

La squadra è rimasta stabilmente fuori dalla zona playout e chiude il campionato con la salvezza diretta, nell’anno del ritorno in Serie D.

La volontà era quella di terminare la stagione con un risultato diverso, ma resta il traguardo raggiunto.

( foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)