Il primo gol tra i “grandi” non si dimentica mai, soprattutto se arriva a 16 anni, in uno stadio storico e in un clima infuocato come quello del Rubens Fadini di Giulianova. Il gol di Riccardo Arbusti, però, non è bastato alla Maceratese per tornare a casa con un punto: la rete del giovane attaccante camerte aveva ristabilito la parità, ma nel finale sono stati gli abruzzesi ad avere la meglio.

Classe 2008, Arbusti è uno dei prospetti più interessanti del vivaio biancorosso e il suo nome sta già iniziando a circolare con insistenza. Un esordio dal primo minuto e un gol pesantissimo, arrivato in un contesto tutt’altro che semplice.

Intervista a Riccardo Arbusti attaccante Maceratese

IL PERCORSO

«Sono cresciuto nelle giovanili del Camerino – racconta Arbusti – poi c’è stata la fusione con il Castelraimondo. Successivamente ho scelto di cambiare strada e ho fatto tre anni al Tolentino, dove lo scorso anno ho esordito in Eccellenza e ho partecipato al Torneo delle Regioni in Sicilia dove sono anche andato in rete.

(Riccardo Arbusti con la maglia del Tolentino)

Quest’anno, grazie a Matteo Siroti, ho scelto la Maceratese».

La chiamata in prima squadra è arrivata circa un mese fa:
«La scorsa settimana ho esordito, ieri ho segnato il mio primo gol: è stato tutto molto veloce».

L’EMOZIONE DEL GOL

«Quando ho visto il pallone entrare in rete è stato un mix di emozioni fortissime. La prima cosa che ho fatto è stata correre sotto la curva: i nostri tifosi erano tantissimi, anche in tribuna. È stata una bolgia per tutti i 90 minuti, un clima magico».

Un’emozione difficile da descrivere, resa ancora più speciale dal contesto:
«Ci ho messo qualche secondo a realizzare che avevo segnato all’esordio dal primo minuto. È stato qualcosa di enorme».

MATURITÀ E MENTALITÀ

Arbusti, ha compiuto 17 anni il 9 settembre, ma parla con una maturità sorprendente:
«Sto cercando di costruirmi una mentalità solida, con obiettivi chiari e la testa sulle spalle. È fondamentale per crescere».

IL CONSIGLIO AI COETANEI

A chi sogna il calcio, Riccardo manda un messaggio semplice ma potente:
«Ho perso quasi un anno a 13 anni per un problema ai tendini. È stato un periodo difficile, ma non ho mollato. L’anno dopo sono andato al Tolentino, ho lavorato ogni giorno, anche a casa, dando sempre il massimo. La cosa più importante è credere nei propri sogni, avere una mentalità giusta e non smettere mai di lavorare».

POSSANZINI, IL MAESTRO

Il rapporto con mister Possanzini è fondamentale:
«Do massima fiducia a tutti gli allenatori che ho avuto. Ora c’è Possanzini, che crede in me e mi sprona molto anche in allenamento. Questo per un giovane è fondamentale».

LA FORZA DELLA FAMIGLIA

Il passaggio più toccante è quello personale:
«Tre anni fa ho perso mia madre. È stato prima di andare al Tolentino. Nonostante tutto ho continuato per la mia strada, soprattutto grazie a mio padre. Fa enormi sacrifici per me: mi accompagna a Macerata quattro o cinque volte a settimana, non salta mai una partita. Tutto quello che faccio è anche merito suo».

Foto Francesco Tartari