All’assemblea societaria confermato l’addio dell’attuale direttivo. Nessun socio è pronto a subentrare. A fine maggio l’ultima chiamata per salvare cento anni di storia.

L’Assemblea del Camerino Calcio ha sancito quello che in molti temevano, ma che ora è nero su bianco: le dimissioni del presidente Falzetti sono irrevocabili. Dopo quattro anni di intenso lavoro, dedizione e risultati strutturali, l’attuale direttivo e il presidente hanno ribadito la ferma convinzione che sia giunto il momento di passare il testimone, affinché qualcun altro porti avanti il progetto con nuove energie. Un ciclo si è chiuso in modo fisiologico, ma il problema, drammatico per lo sport cittadino, è che nessuno sembra pronto ad aprirne un altro. Durante l’incontro, infatti, il gelo: nessuno dei soci presenti ha manifestato la volontà di far parte del nuovo direttivo per la prossima stagione sportiva.

Il paradosso di un club perfetto Quello che si sta configurando all’ombra della Rocca dei Borgia ha i contorni di un vero e proprio paradosso sportivo e gestionale, con molta probabilità un unicum assoluto nel panorama calcistico italiano. Non stiamo parlando della classica società sull’orlo del fallimento, strangolata dalle pendenze economiche o dai lodi arbitrali. Al contrario: il Camerino Calcio è un gioiello di rara virtù. Una società con zero debiti, dotata di un’organizzazione impeccabile e, vero fiore all’occhiello, supportata da un pacchetto sponsor granitico che vanta il sostegno di oltre 80 aziende. Eppure, questa macchina perfetta rischia clamorosamente di chiudere i battenti.

Il dramma del Centenario (1926 – 2026) La potenziale fine della società assume tinte ancora più fosche se si guarda il calendario. Dal 1926 ad oggi, un secolo di sport: ebbene sì, la storica matricola del Camerino rischia di sparire proprio nel suo anno del Centenario. Cento anni di storia, di passione cittadina e di sport spazzati via non dai debiti, ma dalla mancanza di un ricambio dirigenziale. Per tentare un salvataggio in extremis, è stata fissata un’ulteriore e decisiva assemblea per la fine di maggio. Sarà l’ultima speranza: l’augurio è che qualcun altro in città trovi l’interesse e il coraggio per prendere in mano le redini ed evitare che la luce si spenga proprio quando si dovrebbero accendere le candeline.

L’appello alle Istituzioni Di fronte a questo scenario sconcertante, sorge però spontanea una considerazione finale che non può essere ignorata. Lasciar morire un club storico nell’anno del suo centenario—per di più con i conti in perfetto ordine e un tessuto di sponsor già fidelizzato—rappresenterebbe una sconfitta inaccettabile non solo per i tifosi, ma per l’intera comunità. Ci si chiede, a questo punto: ma il Sindaco, l’Assessore allo Sport e tutte le istituzioni locali stanno prendendo reale coscienza e interesse sul forte rischio che questa associazione chiuda per sempre?

Il Camerino Calcio non è solo undici maglie su un prato verde, è un patrimonio sociale ed educativo di tutta la città. Ed è impensabile che, in un momento così critico, le istituzioni non scendano in campo per favorire una transizione che salvi la storia e onori il traguardo del secolo di vita.