CHIESANUOVA DI TREIA – Ci sono salvezze che valgono quanto la vittoria di un campionato. Quella conquistata dal Chiesanuova il 10 maggio 2026 rientra senza dubbio in questa categoria. A pochi mesi dai festeggiamenti per i 60 anni di storia ininterrotta del club, il vertice societario traccia un bilancio crudo, appassionato e a tratti amaro di una stagione vissuta sul filo del rasoio nel campionato di Eccellenza.
Tra lacrime di gioia, polemiche cittadine e la fatica di competere contro i “Golia” del calcio dilettantistico, emerge il ritratto di una piccola comunità che non vuole smettere di sognare, ma che chiede disperatamente aiuto per non scomparire.

L’Orgoglio della Matricola e il “Miracolo” Sportivo
Il Chiesanuova vanta un primato di cui va fieramente orgoglioso: dal 1967 non ha mai cambiato matricola. Nessun fallimento, nessuna fusione, nessun ripescaggio. Una continuità rarissima che rende la permanenza in Eccellenza un autentico miracolo sportivo.

La salvezza agguantata all’ultimo respiro è stata il coronamento di un anno difficilissimo, vissuto costantemente nei bassifondi della classifica. Il merito, sottolinea la società, va condiviso con uno staff tecnico ed umano d’eccezione:

- Mister Mariotti: Definito “una persona di un altro pianeta”, ha guidato la squadra con principi saldi ed estrema empatia, risultando decisivo per la tenuta psicologica del gruppo.
- Lo Staff Tecnico: Un ringraziamento speciale è andato a Jonathan Magnaterra, al preparatore dei portieri Corsetti e al vice allenatore Matteo Monteneri, simbolo dell’attaccamento viscerale a questa comunità.
- Così come un ringraziamento particolare ai tifosi e al gruppo dei Cross Road e ai dirigenti storici e anche ai dirigenti della Nuova FC, club di Terza categoria.
- Il ricordo di Marco Bruni: Un pensiero commosso è stato rivolto all’ex dirigente, che pur avendo intrapreso altre strade, ha lasciato a Chiesanuova un’impronta indelebile a livello di organizzazione societaria.

Davide contro Golia: Le difficoltà dell’Eccellenza
Mantenere una categoria come l’Eccellenza in una frazione così piccola è un’impresa titanica. Il Chiesanuova si trova a competere con realtà urbane da 40-50 mila abitanti, spesso supportate da solide cordate industriali.
A questo si aggiunge una dura critica al sistema calcistico attuale:
- La scomparsa della passione: I giovani faticano a vivere il calcio come un sacrificio affiancato al lavoro, cullando l’illusione del professionismo.
- L’ingerenza dei procuratori: Accusati di strumentalizzare i ragazzi, creando illusioni e prosciugando le già scarse risorse delle piccole società in una vera e propria “guerra tra poveri”.
Lo Sfogo: Isolamento e la “Guerra” di Treia
Il passaggio più amaro riguarda il rapporto con il territorio circostante. Treia è un comune di 9.000 abitanti che vanta ben cinque squadre di calcio, il Chiesanuova ha avuto la vicinanza dell’amministrazione ma si è sentito discriminato e isolato da uomini invidiosi. La dirigenza denuncia episodi dolorosi: tifosi concittadini che festeggiano con le tifoserie avversarie (come nel caso dell’Urbania) e striscioni ostili come “Odio Chiesanuova”.
Viene inoltre fatta chiarezza sulla questione Lube Academy: il Chiesanuova smentisce categoricamente le voci secondo cui avrebbe rifiutato di entrare nel progetto. Semplicemente, la società non è mai stata invitata a farne parte. Infine, non manca una stoccata a quei progetti sportivi che si riempiono la bocca con “la valorizzazione dei giovani del territorio”, ma che poi schierano rose infarcite di giocatori stranieri e sudamericani.

L’Appello: “La chiamata del presidente è rivolta ai tifosi e a tutti coloro che amano Chiesanuova“
“Passata la sbornia per la salvezza, lo sguardo è rivolto al futuro ripartendo dalle donne e dagli uomini che per anni sono stati una certezza in società. Persone che dedicano parte della loro giornata ai colori biancorossi con amore e dedizione totale.”
Gestire l’Eccellenza richiede costi, organizzazione fiscale e risorse umane che l’attuale dirigenza, arrivata allo stremo delle forze dopo decenni di sacrifici, non può più sostenere da sola.
Da qui l’appello finale, con un progetto lucido pensato per il futuro:
- Allargare la base: Il progetto che stiamo valutando prevede la collaborazione con società dei comuni limitrofi visto che non si riesce a collaborare con i club di Treia.
- Spazio ai giovani: La dirigenza si dice pronta ad affiancare e guidare forze fresche, mettendo a disposizione la propria esperienza decennale per garantire un futuro alla matricola più vecchia e orgogliosa dell’Eccellenza marchigiana.

